L’attesa.

La mia vita è iniziata male, è andata avanti peggio. Di tentativi e di speranze per renderla più sopportabile ne ho fatto un mestiere. Già perché è quello che faccio ogni giorno. Io mi sveglio, anche se triste e provo ad affrontare ogni maledetto istante. Metto insieme i pezzi, convivo con la solitudine e attendo. Ho atteso per cosi tanto tempo che non so nemmeno più cosa aspettare. Non ho mai preteso troppo, ho sempre avuto la convinzione di non meritarmi di più, ho cercato di essere grata per ciò che avevo. Ho incassato ogni delusione, mortificazione e pugni allo stomaco che la vita mi dava. Quello che davvero non volevo è questo vuoto. Non volevo assenze. Mi bastava la mia piccola casa dove poter ospitare amici e parenti, offrirgli caffè e biscotti caldi.

Li preparo, aspettando che qualcuno bussi alla mia porta… invano. Non lo so perché alcuni, come me, siano così soli, se è destino, se attiriamo poco, se sbagliamo, so solo che per quanto possa essere piacevole passare del tempo con se stessi, dopo anni diventa insopportabile. Sento il ticchettio delle lancette e mi verrebbe da prendere quest’orologio e lanciarlo giù da una finestra… Intanto, riprendo a fare qualcosa, mi invento un passatempo. Cerco di non impazzire.

Un anno in meno

Un anno in meno. Un giorno non particolarmente felice.

Mi sono svegliata ed ho deciso ugualmente di spegnere una candelina trovata in una vecchia vetrinetta… Ho fatto un giro, mi sono regalata delle rose…

Ho desiderato di imparare a lasciare andare e mi sono distratta con vecchie canzoni…

Ho bisogno di un delirio

che sia ancora più forte

ma abbia un senso di vita

e non di morte.

Smaltire

Devo smaltire qualche chilo di delusioni.

Fin’ora sono stata ospite della solitudine, di una vita che non ne voleva sapere di girare per il verso giusto.

Ora ho da bruciare maglioni, vecchie coperte e ricordi.

Ho da lanciare via l’ultima illusione che mi era rimasta.

Devo smaltire questi massi che mi porto sulla schiena, facendomi curvare sul cemento.

Ieri…

Ieri pomeriggio sul tardi, quasi all’imbrunire, sono andata a correre nella natura. Con me il cane, sul mio viso un vento leggero,intorno a me sfumature di verde ed arancione… al ritorno ero stanca ma avevo nelle mani qualche tesoro…

Ho visto lo spettacolo della sera in un paese deserto, la poesia nelle luci artificiali. Mi piacerebbe provare un po’ di pace ma in fondo c’è tempo…

Un bicchiere di vita

Quando mi alzo dal letto devo vagare nella penombra, così da permettere ai pensieri dolci della notte di andar via lentamente… Nell’aria marmellata ai frutti di bosco, caffè e le fusa del mio gatto.

Un nuovo giorno che si scaraventa prepotente davanti alla porta:bussa ed io non so se aprire, non so cosa rispondere.

“Tre fette biscottate ogni mattina”, ma un bicchiere di vita farà ingrassare?

Non importa, amore.

“Alziamoci!!! Ti preparo un caffè?” Abbiamo bisogno di energia per portare addosso questi sorrisi, abbiamo bisogno di forza.

Ti aspetto per cena. “Cosa mangiamo? Ti va una zuppa di ceci?”

A volte pesa la normalità.

“Non importa, amore… ci sono le bollette da pagare. C’è una finestra da tinteggiare e le albe fuori possono aspettare”.

Mi trovi qui al tuo ritorno. Non preoccuparti: la metto via questa tristezza… metto una canzone;la metto su ogni pezzo di vita che se ne va.